Anticorruzione

Per la gestione del rischio corruttivo (sui processi aziendali) così da preservare il VALORE creato dall’Ente

Il modulo Gzoom Anticorruzione implementa dal punto di vista delle logiche di funzionamento la metodologia del partner R-Group, coerente con quanto definito dal Piano Nazionale Anticorruzione (ultimi aggiornamenti inclusi), e definisce un modello flessibile, in grado di adattarsi e recepire in un sistema informativo i diversi Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (P.T.P.C.T.) definiti nel contesto delle amministrazioni pubbliche.

Gzoom anticorruzione

Cosa puoi fare con il modulo Anticorruzione di Gzoom


In particolare, il software permette di collegarsi alla struttura organizzativa dell’amministrazione, coinvolgendo anche i Dirigenti responsabili dei processi considerati a rischio, al fine di collegare il modello organizzativo ai contenuti del Piano. Attraverso il trasferimento del P.T.P.C.T. dell’amministrazione in un sistema informativo si ha la possibilità di:

  1. applicare un modello generale di P.T.P.C.T. che può comunicare in modo chiaro e immediato contenuti articolati e complessi;
  2. applicare una metodologia di calcolo del rischio strutturata che trova nel Piano la sua rappresentazione sintetica;
  3. gestire in modo semplice elevate quantità di dati, storicizzando tutte le variazioni e richiamandole con facilità;
  4. aggiornare negli anni il proprio P.T.P.C.T. in modo estremamente facilitato, visto che la varietà di informazioni gestite risulta troppo complessa ed articolata per essere seguita da semplici software di produttività personale.

Le esperienze di applicazione di GZoom modulo Anticorruzione evidenziano le potenzialità tecniche del software, in particolare:

  1. permette di mappare tutti i processi di un’amministrazione, dettagliandone fasi, attività e responsabilità;
  2. permette di integrare il testo del P.T.P.C.T. dell’amministrazione con griglie rappresentative dei contenuti tecnici del Piano (i.e. Analisi e valutazione del rischio) in un unico documento;
  3. permette di integrare il modello definito dal Piano Nazionale Anticorruzione (in termini di aree, processi, fasi e attività a rischio, fattori abilitanti, misure obbligatorie e ulteriori) rispetto alle scelte specifiche adottate dall’amministrazione;
  4. permette di calcolare il rischio di molteplici processi organizzativi e aggiornare continuamente il livello di rischio degli stessi, dettagliando specificatamente giudizi sintetici e annesse motivazioni;
  5. permette di decentrare le funzioni di aggiornamento e applicazione del Piano ai dirigenti;
  6. permette la definizione di una memoria storica dei diversi Piani che si susseguono negli anni, rendendo così concreto il principio di “aggiornamento del Piano” attribuito dalla L.190/2012 al Responsabile della Prevenzione della Corruzione.

Di seguito lo schema di funzionamento:

Il modulo propone un catalogo dei rischi corruttivi segmentato per area di rischio ANAC ed un catalogo di misure di prevenzione, tenuti aggiornati con l’evoluzione della normativa.

Il modello di gestione del rischio corruttivo prevede di mappare i processi rispetto alle aree di rischio ANAC, dettagliandoli in Fasi/Attività riferite alle strutture organizzative; usando il catalogo dei rischi vengono quindi identificati i rischi corruttivi della Fase/Attività e le cause di tali rischi.

Il rischio viene valutato a livello di fase/attività sia in modo qualitativo (valutazione a livelli fatta dal valutatore e giustificata in modo testuale ed eventualmente valutando elementi di rischio) che in modo quantitativo (valutazione automatica del rischio tramite risposte a domande ed eventuale calcolo intermedio di probabilità ed impatto).

Vengono quindi scelte per ogni rischio le misure da attuare, tipizzate in modo conforme alle richieste del portale ANAC su cui riportare il riepilogo delle misure adottate; per ogni misura si indicano responsabilità, tempi e modi di attuazione, eventuali indicatori di monitoraggio dell’esecuzione della misura con un target per periodo di monitoraggio.

In fase di monitoraggio (almeno annuale, ma anche infra-annuale) si procede con la rilevazione dei consuntivi degli indicatori di monitoraggio delle misure, un’indicazione di avanzamento delle misure, una nota descrittiva di quanto svolto, delle motivazioni di eventuali scostamenti, dell’efficacia che si ritiene abbia avuto la misura; per fase/attività si procede poi indicando come si è svolto il monitoraggio e se ci sono stati eventuali segnalazioni od eventi sentinella (casi in cui pur non essendosi manifestato un incidente ci sono stati elementi premonitori dello stesso).

Il sistema consente il coinvolgimento delle strutture organizzative sia nella fase di valutazione dei rischi che in quella di monitoraggio e produce gli allegati al PTPC per la valutazione del rischio, le stampe di monitoraggio dei rischi, la lista delle informazioni utili al caricamento dei dati sul portale dell’ANAC, l’analisi dell’andamento dei rischi nel tempo.

 

Vai alla sezione Amministrazioni Pubbliche Locali per scoprire specifici casi d’uso.
Vai alla sezione Enti del Sistema Sanitario per scoprire specifici casi d’uso.
Vai alla sezione Enti del Sistema Universitario e della Ricerca per scoprire specifici casi d’uso.
Vai alla sezione Amministrazioni Pubbliche Centrali e Regionali per scoprire specifici casi d’uso.
Vai alla sezione Aziende (Partecipate, Terzo Settore, Private)i per scoprire specifici casi d’uso.